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18 aprile 2014
Maurizio Mattioli

Maurizio Mattioli

10 maggio 2012 • Interviste, Vetrina Cinema

La sua carriera cinematografica è inizia prestissimo, negli anni settanta. Da allora cosa è cambiato? Ha qualche rimpianto?

La mia carriera è iniziata nel 1972. Se a quei tempi avessi avuto la popolarità che ho oggi, sarei molto ricco e vivrei di rendita…allora ero solo un giovane che aveva il sogno dello spettacolo.

Ha fatto parte del cast del Bagaglino, la compagnia di varietà fondata da Pier Francesco Pingitore nel 1965. Sono rimaste memorabili le sue parodie di Bil Clinton e di tanti altri volti di politici noti. Quale personaggio si è divertito di più a interpretare?

Con il personaggio di Bil Clinton mi sono divertito tantissimo.
E poi c’era anche un altro personaggio che adoravo interpretare: un lestofante, una sorta di imprenditore tecnologico in chiave amatriciana…si chiamava Armando Marsiconi. Incarnava il vero e proprio venditore di fumo, una “sola” come si dice a Roma!

E’ molto amato dal pubblico. In tv, ha partecipato a fiction di grande successo come “I Cesaroni”, “Un ciclone in famiglia”, “Tequila & Bonetti”…quali caratteristiche deve avere un attore per entrare in vera sintonia con la gente?

Umiltà e simpatia…Credo che, per un attore, la svolta sia rappresentata dal momento preciso in cui il pubblico ti inizia a vedere e cercare come se fossi uno di famiglia, una specie di parente. Tra l’attore e il pubblico s’instaura una sorta di consuetudine conviviale che si trasforma in confidenza, fiducia, continuità.

Lei è stato diretto dai più celebri registi italiani del registro comico (Neri Parenti, i fratelli Vanzina, Pingitore…). I fatti dei giorni nostri non ci aiutano di certo a mantenere l’allegria… oggi cosa fa ridere ancora di gusto la gente?

La quotidianità fa ancora ridere molto…e posso assicurare che la gente ride ancora, eccome! Le ultime parti che ho interpretato sono state molto divertenti. Nell’ultimo film di Genovese (“Immaturi-Il viaggio”), ero il padre disperato di Lorenzo, il “bamboccione” per antonomasia… In “Buona giornata” di Vanzina ho interpretato un evasore fiscale che cerca, in meno di 24 ore, di eliminare tutte le prove della sua ricchezza nascondendo barche, ville, soldi…E’ un film che è diventato profezia visto che -pur essendo concepito prima dell’epoca “Monti”- ha raccontato un’Italia che ha fin troppi agganci con le notizie dei nostri giorni… c’è tanta gentaccia in giro purtroppo!

Paolo Villaggio ha detto “La comicità è un’arte genetica”. A suo parere, comici si nasce o si diventa?

Non ci sono dubbi: comici si nasce, non si diventa. La comicità è fatta essenzialmente di tempi comici che un attore ha o non ha… puoi essere un grandissimo attore drammatico ma se non conosci i tempi comici, non farai mai ridere nessuno!

Nel film “Rossini Rossini!” è stato diretto da Mario Monicelli. Ha qualche ricordo?

Per uno giovane come lo ero io all’epoca, l’incontro con Mario Monicelli è stato un po’ duro. Lui era molto rigoroso e brusco sul set. Non dimenticherò mai la sua classe, la sua intensità e la grande professionalità con cui si muoveva. Ho avuto il piacere di lavorare anche con il Maestro Pasquale Festa Campanile che mi regalò tante “comparsate”… ad esempio, presi parte nei film “Porca Vacca” e “Più bello di così si muore”…diceva sempre che ero uno sveglio!

Come valuta la recente esperienza teatrale del Rugantino con Enrico Brignano?

Un’esperienza straordinaria, dal momento che per due mesi e mezzo abbiamo totalizzato 1600 spettatori a serata… parliamo del tutto esaurito! Ammetto però che è stata anche un’esperienza molto faticosa.

Esiste un regista con il quale avrebbe voluto lavorare ma non è ancora riuscito?

Con Monicelli sono riuscito e ne sono fiero! Purtroppo invece non sono riuscito a lavorare con Dino Risi e Alberto Sordi. Ho saputo dalla sorella di Sordi e da altre persone che piacevo parecchio al grande Albertone…è stata una grande soddisfazione e un’immensa emozione.

Noi siamo abituati a vederla sorridente. Ma cosa la fa davvero arrabbiare e indignare nella vita di tutti i giorni?

La mia vita è una vitaccia e sono anche cambiato molto negli ultimi tempi.
Non crediate che io sia sempre sorridente come mi vedete nelle gag…Forse, di questo mio lato più “malinconico” si sono accorti anche i registi che mi hanno affidato di recente anche ruoli più intensi come è avvenuto, ad esempio, nel film “Il pranzo della domenica”. Dicono che un bravo attore comico possa essere anche un bravo attore drammatico: devo dire sinceramente che quando mi sono cimentato in ruoli con sfumature drammatiche ho avuto buoni riscontri.

In quali progetti la vedremo impegnata nei prossimi tempi?

Mi vedrete preso nel sequel della serie tv “Come un delfino” (quattro puntate) e nel film di Massimiliano Bruno “Viva l’Italia”.

di Angela Laurino

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